5 GENNAIO

La festa di Natale è terminata. Eccoci ora davanti alla solennità dell’Epifania del Signore. Ci rimane un solo giorno per prepararci alla piena Manifestazione del mistero di gloria che ci farà Colui che è l’Angelo del Gran Consiglio. Tra poche ore, la stella si fermerà, e i Magi busseranno alla porta della casa di Betlemme.

Questo giorno non è come la Vigilia di Natale, un giorno di penitenza. Il Bambino che aspettavamo allora, nella compunzione e nell’ardore dei nostri desideri, è venuto; rimane con noi e ci prepara nuovi favori. Questo giorno di attesa di una nuova solennità è un giorno di gioia come quelli che l’hanno preceduto.

È il dodicesimo giorno dalla Nascita dell’Emmanuele. Celebriamolo nella letizia del cuore, e prepariamo le anime nostre ai nuovi favori che ad esse son riservati [1].

La Chiesa Greca osserva oggi il digiuno, in memoria della preparazione al Battesimo che si amministrava una volta, soprattutto in Oriente, nella notte che precedeva il santo giorno dell’Epifania. Benedice ancora le acque con grande solennità in questa festa; e parleremo in particolare di questa cerimonia le cui vestigia non sono ancora del tutto scomparse in Occidente.

La santa Romana Chiesa ricorda oggi uno dei suoi Papi Martiri, san Telesforo. Questo Pontefice salì alla Sede Apostolica nel 127, soffrì un glorioso martirio, secondo l’espressione di sant’Ireneo, e fu incoronato della gloria celeste nel 138. Il Liber Pontificalis indica che fu sepolto a S. Pietro in Vaticano.

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Le ultime parole del nostro Avvento erano quelle della Sposa nella profezia del Discepolo prediletto: Vieni, Signore Gesù, vieni! Termineremo la prima parte del Tempo di Natale con le parole di Isaia che la santa Chiesa ha ripetute esultante: Ci è nato un Bambino! I cieli hanno mandato la loro rugiada, il giusto è disceso dal cielo, la terra ha generato il Salvatore, IL VERBO SI È FATTO CARNE, la Vergine ha prodotto il suo dolce frutto, l’Emmanuele, cioè Dio con noi. Il Sole di giustizia brilla ora su di noi, sono passate le tenebre; Gloria a Dio in cielo, e Pace in terra agli uomini! Tutti questi favori ci sono venuti dall’umile e gloriosa Nascita di quel Bambino. Adoriamolo nella sua culla, amiamolo per tanto amore; e prepariamo i doni che dovremo offrirgli domani insieme con i Magi. La letizia della santa Chiesa continua, la natura angelica è piena di stupore, e tutta la creazione trasalisce di felicità: Ci è nato un Bambino!

[1] Questa Vigilia fu soppressa con il decreto della Congregazione del Riti del 23 marzo 1955.

 

da: P. GUÉRANGER, L’anno liturgico. – I. Avvento – Natale – Quaresima – Passione, trad. it. P. GRAZIANI, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 201-202.